04/08/11

La tempesta perfetta?


E' strano, ma da alcuni giorni ci sono "non titoli" sui quotidiani. Non si parla di cose successe oppure di eventi, ma si parla di un qualcosa che potrebbe arrivare.
D'Amato, ex-premier totalmente incapace di difendere la lira dal marco tedesco (ricordatevene 15 anni fa) parla di una "patrimoniale", cioè di portare via una parte della ricchezza al cittadino per salvare l' Italia.
Napolitano, parla di "misure necessarie", quando Tremonti ha promosso ed ottenuto una finanziaria di oltre 40.000 miliardi di Euros, il Berlusconi dice che non andrà in vacanza....
Insomma, come se loro sapessero qualcosa che noi non sappiamo.
Ci sono dei pericolosi eventi che sono in coincidenza, ed il cui effetto aggregante, potrebbe condurre ad eventi imprevedibili: appunto, la tempesta perfetta.
Non abbiamo un governo credibile, cioè tutti ci conoscono per quello che lui è, per la incapacità di difendere uno Stato.
Gli USA hanno una crisi in casa loro: non hanno soldi ed hanno scoperto che dieci anni di guerra hanno prodotto l' indebitamento del Paese. Peggio di un bombardamento: ditemi poi chi ha vinto la guerra, Bin Laden o Bush, alla lunga?
I nostri paesi soci (Grecia e Portogallo) sono già stati salvati piu' volte con la Comunità europea: in altre parole, non ne avanzano per altri....
Insomma, c'e' "casino" in giro....
Soprattutto si avvicina Ferragosto, momento magico in cui tutte le speculazioni finanziarie prendono corpo già da sole, visto il basso livello di guardia....

Tutti cattivi segnali che sicuramente debbono condurci ad un atteggiamento di cautela e di protezione del nostro futuro.

6 agosto 2011: il debito pubblico provoca il declassamento degli USA. Ecco la tempesta....
8 agosto 2011: a questo punto e' chiaro che gli USA smobiliteranno dall' Afghanistan....

24/07/11

Utoya: come un videogioco


Ho voluto mettere questa immagine, e non una tragica, per ricordare il bello ed il buono di quest' isola, che nessuno di noi conosceva.

Gli scandinavi sono, in generale, persone rispettose e taciturne; c'è un' elevata qualità della vita sociale e, direi, una sicurezza del futuro.

La Norvegia è uno stato che ha il bilancio in attivo, ripeto, non esiste il deficit statale. Insomma è un' "isola" felice nella crisi finanziaria europea.

Per questi motivi, ciò che è successo è incredibile, perchè non è neanche concepibile nella mente di queste popolazioni.
Sono popoli nordici, poco sanguigni, non rumorosi e gentili. Alcuni anni fa a Copenhagen, ho visto ferma al semaforo rosso, l' auto della Regina, con la Regina, senza scorta.
Cose che da noi sono inconsuete.

Quello che è successo è la trama di un videogioco, di un pazzo asociale (vedi il suo videoclip su YouTube), che nella sua infermità, abusando della credulità e della buona fede dei vicini, si arma e decide di eliminare quelli che per lui sono i cattivi, uno dietro l' altro, saelndo di livello e di punteggio.
Segue le istruzioni del videogioco, come se fosse una check list, prende sufficienti munizioni, prende sufficienti armi per avere la riserva, probabilmente, se avesse avuto bombe a mano, le avrebbe usate.

E poi, l' inganno infame: si traveste da poliziotto, da rappresentante dello Stato, per arrivare allo scopo.
E' questa l' aspetto indegno, perchè in Scandinavia i pochi poliziotti che ci sono, sono gentili e collaborano con il cittadino.
Abusa e si sostituisce al buono, come se fosse un replicante, con piena volontà criminale.

Si può solo commentare e non si può dire "da noi non sarebbe successo", perchè non è vero.

L' augurio e l'impegno di noi può esser solo un miglioramento della società in termini di relazioni, un legame famigliare anche più stretto, una vicinanza di uno all' altro, per aver "compassione" e capire le difficolta è le situazioni in cui uno si ritrova.

L' isolamento genera la pazzia è l' alienazione; è incontrollabile e imprevisto.

Game over.


02/06/11

Elogio del partito monarchico

Mio nonno era monarchico ed aveva pagato, personalmente, questa sua coerenza con la prigionia ed il congedo dall' Esercito. Una volta esisteva il Partito Monarchico, la Democrazia Cristiana ed il Partito Comunista.
Ogni simbolo era chiaro: sceglievi un partito e conoscevi il programma. C'era anche la Destra Nazionale ed il Partito Socialista.
Qualcuno se lo ricorda ancora, però probabilmente c'era piu' chiarezza e fede politica.
Io non sono monarchico, anzi, non sono proprio orgoglioso dei rappresentanti reali che abbiamo avuto e che abbiamo in casa.
Però, c'era piu' chiarezza.
Il nome di un partito era "omen": sapevi cosa compravi.
Oggi, cosa abbiamo?
"L' Italia dei Valori" : cosa e' una tabaccheria?
"La casa della libertà" successivamente brandizzato in "Popolo della libertà": ciascuno per se, Dio per tutti?
"Partito democratico della sinistra": la sinistra e' antidemocratica, quindi questo partito è un' eccezione?
"Futuro e libertà per l' Italia": un augurio, come dire "in bocca al lupo" oppure "auguri e figli maschi".
Forse l' unico che mantiene il nome come il programma e' "Lega nord", dove le canottiere, le sgrammaticature e le cravatte verdi si riconoscono subito.
Da nomi cosi confusi, non ci si può aspettare un futuro politico e di gestione chiaro e determinato: forse, si può proprio semplicemente partire dal nome e quindi dagli scopi, a ricostruire l' Italia e la fiducia.




21/05/11

Milano, Stalingrado d' Italia


Berlusconi disse "Milano diventerà la Stalingrado d' Italia, se vince Pisapia"
Ma a Stalingrado non vinsero i russi? E quindi Berlusconi da che parte sta?
Il paragone, anche questa volta, non è azzeccato.

07/04/11

Gentilezza e potere


Può esser il potere, gentile?
In due giorni consecutivi, sono stato "maltrattato" da poliziotti che piantonavano l' ingresso di un palazzo civico, importante come la Prefettura di Milano.

"Uscite di la", "fateli entrare", "deve attendere fuori" come se i questuanti cittadini fossero vacche che ingombravano e lordassero l' entrata del palazzo.

In realtà, eravamo persone normali che desideravano informazioni sulle pratiche in corso presso la Prefettura, in orari di ricevimento delle visite.

Gentilezza e potere: sono concetti contraddittori? Si può esser gentili, anche se si ricopre una carica importante e simbolica?

Lo si dovrebbe: in effetti il funzionario pubblico è al servizio dello Stato, e lo Stato è formato dai cittadini.

Esser sgarbati significa semplicemente voler rimarcare le differenze tra "l' interno", l' organo che gestisce il potere, e l' esterno, chi riceve il servizio.

In realtà non si dovrebbe neanche parlare di potere: bisognerebbe parlare d' importanza.
Identificare il "potere" significa" minimizzare l' altro" che è impotente e quindi poverino.
In una società civile ciò e' incomprensibile: una gestione sgarbata della cosa pubblica provoca irritazione e rapporti non armoniosi nella popolazione verso i custodi del "potere".
Inoltre, la conseguenza peggiore è la mancanza di rispetto: il tutore dell' ordine, sgarbato o arrogante non avrà mai il rispetto del cittadino. Il cittadino obbedirà solo per paura e non per convinzione, non rispetterà la legge perchè essa viene amministrata con arroganza.

Da un battito d' ali di farfalla, si scatena una tempesta.
Da una sgarberia, manca la cultura della Stato.
Non poco.

29/03/11

Guerra di Libia: la foto



Corsi e ricorsi della storia: nella fotografia a destra (Corriere della Sera) un moschetto 91/38 da cavalleria, sopravvissuto sino ad oggi nella mani di un insorgente.
Una volta costituiva l' armamento individuale delle truppe italiane in Nord Africa.

07/03/11

Arrendevolezza e determinazione



Si può dire che l'unica cosa che sia mancata in Libia, è l' intervento di una Nazione straniera a supporto dell' azione dei rivoltosi. I pretesti erano disponibili a iosa: un attacco chirurgico, mirato ad eliminare Gheddafi, avrebbe sciolto il nodo della situazione.

Invece, Gheddafi, con la forza dei mercenari, sta liberandosi dei ribelli e riconquistando il terreno perduto.

Alla fine, sarà più forte di prima, passerà per le armi i capi della rivolta, appendendoli a ganci da macellaio come Hitler fece dei cospiratori nel '44 e continuerà a far sentire la propria presenza.

Ha armi a disposizione, ha denaro e soprattutto ha l' arrendevolezza degli occidentali e gli interessi dalla sua parte.

"Gheddafi" è un elemento di stabilità, mi disse una persona. Quale dittatore non lo è? Anche Hitler era un elemento di stabilità in Germania: sapevi esattamente cosa attenderti.

Peccato che allora, vi fossero pochi interessi commerciali intrecciati con la Germania: valeva la pena distruggerla.

Invece Gheddafi è un amico: investe in Italia, mantiene relazioni internazionali, ospita le nostre aziende che lavorano presso di lui pagate dal nostro governicchio, condivide progetti di reti televisive e di resort con il nostro PM. Meglio mantenerlo li, perderemmo un mucchio di soldi...

Gheddafi si merita solo di vincere, in un mondo occidentale pieno di pavidi. Aspetto di vedere quale sia il primo primo Ministro che ufficialmente riprenda i contatti con Gheddafi, dopo la mancata rivoluzione.

I morti in Libia? Verranno presto dimenticati.

PS: ad oggi il link del governo libico è ancora irraggiungibile

19 marzo 2011: oggi siamo entrati in guerra con la Libia. Dopo aver visto che le forze insorgenti stavano soccombendo, la Nato ha deciso di intervenire. Sarebbe stato più opportuno prima, con il massimo della debolezza di Gheddafi, appoggiando la ribellione interna, da manuale militare.
E' il momento di giocarsi il tutto per il tutto per Gheddafi: le amicizie, gli aiuti militari, il petrolio, le vendette.
Questa sarà una guerra che deve durare una settimana con una unica testa che cade: la sua.
Se durasse di più, sarà lunga e sanguinosa.

15 aprile 2011: Berlusconi non vuole bombardare la Libia, le nazioni interventiste stanno appoggiando dall' esterno gli insorgenti, Gheddafi e' al proprio posto.
Il dittatore ha riserva sufficiente di denaro per pagarsi mercenari ed armi; inoltre, gli insorgenti non hanno la preparazione necessaria per sbrigarsela.
L' azione tattica è un fronte in movimento, con una prevalenza delle forze lealiste. Nessuno vuole mandare le proprie truppe in Libia, per cui gli europei, sotto banco, forniscono armi ai libici.
A meno della scomparsa improvvisa del leader libico a causa di una azione di commandos (ma di chi? anche i commandos o le forze speciali appartengono ad una bandiera) Gheddafi alla lunga vincerà.
Troppi interessi intrecciati con gli occidentali, troppa paura e indisponibilità di forze.
Nessuno ha mai visto vincere una guerra solo con le forze aeree: l' occupazione fisica è necessaria ed i partigiani sono solo un complemento.
Vediamo quanto dura.....

8 maggio 2011
Aeroplanini di Gheddafi hanno distrutto una raffineria in mano ai ribelli, beffando i radar di sorveglianza del dispositivo alleato.
Visto che Osama ufficialmente è scomparso, Gheddafi si presta bene a ricoprire il ruolo di leader internazionale arabo contro l' impero del male americano....
Altra storia....

26 giugno: ma non doveva durare una settimana questa "blitzkrieg"?

22 agosto: i ribelli a Tripoli, Gheddafi scomparso. Il link del governo libico ritorna a funzionare: visibile la vecchia pagina con il dittatore. In un riquadro, il video dell' amicizia italo libica: Gheddafi in alto, Berlusca accucciato.
Il tempo passa....


26/02/11

Libia: conseguenze di una guerra civile



La guerra civile in Libia apporterà conseguenze multiple e svariate all' Italia.
I rapporti tra le due Nazioni erano intrecciati da tempo e, per quanto riguarda i dati noti pubblicamente, è possibile prevedere conseguenze:

  • settore energetico. L' Italia importa energia dalla Libia
  • settore commerciale. Le imprese italiane operative in Libia, erano impegnate in campi diversi: dalla difesa (vedi i contratti Finmeccanica di monitoraggio delle frontiere, vedi il consorzio incaricato di costruire le autostrade, vedi le diverse forniture)
  • settore umanitario: i profughi arriveranno in Italia, il ventre molle dell' Europa con aspettative di emigrazione verso Nazioni socialmente sicure e stabili;
  • settore economico interno: la Libia partecipa ed è socio di importante realtà italiane
  • settore della sicurezza: oltre i profughi arriveranno i criminali in Italia, in fuga dalla Libia.
Quando si parla di Libia, si parla del regime di Gheddafi: visto che ad oggi non è chiaro quale sia il prossimo governo della Libia.

Ce ne è per tutti a tutti i livelli: già anni or sono gli Usa ci accusarono di aver ceduto alla Libia tecnologia sensibile (visori notturni) senza le opportune cautele. Bisogna chiedersi dove verranno dispersi gli armamenti ed i sistemi di Gheddafi.

La Libia è una questione troppo importante per esser lasciate evolvere senza interferire: come non mai sarebbe necessario un intervento umanitario e stabilizzazione europeo.

Il problema è la mancanza di risorse, visto che la prevalenza delle forze è impegnata in Afghanistan.





20/02/11

Libia: "non voglio disturbare"



E' sorprendente che una frase del genere possa esser pronunciata.


Anzi avrebbe potuto dire che sono questioni interne della Libia e che dobbiamo rispettare le sovranità nazionali altrui.
Beh, lo sapete, l'ha pronunciata lui.

Guardatevi il video.
In effetti,
io sono disturbato dal comportamento di chi sapendo cosa deve fare, non lo fa...
di chi, potendo evitare il male, non lo ferma...
di chi non impedisce che venga fatto il male.
Questo Blog è nato durante la rivolta dei monaci in Birmania, quando c'e' stata una sanguinosa repressione di una manifestazione popolare di una popolazione condannata ad una vita medioevale.
Nessuno allora fece niente, a parte lo "sdegno unanime a chilogrammi della comunità internazionale".
Vabbe, direte, Burma sta lontana...

Ma la Libia è quasi nostra sorella. Gheddafi ha dedicato un francobollo all' amicizia italiana...
Gheddafi e' venuto a Roma, ha raccolto proseliti, ha tenuto lezioni sulla religione musulmana, è stato un grande ospite per noi.

Il buon senso vorrebbe che il suo amico gli dicesse: "...ma, cribbio, Muamma' che stai a fare?"

Invece, il buon senso viene messo parte dall' amicizia: "Silvio, non rompere altrimenti saltano tutti i business con me..."

Aggiornamento del 27.aprile:

"Ieri, intanto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato la decisione dell'Italia di partecipare a bombardamenti mirati in Libia contro obiettivi militari."

Vai a fidarti degli amici.....